Kissing a stranger, il distillato dal vino sputato

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Kissing a stranger, il distillato dal vino sputato
Se siete mai andati a una degustazione di vino, saprete che la maggior parte dei sommelier e dei wine lovers – per non ubriacarsi – sputano negli appositi contenitori una parte del vino che tengono in bocca per la degustazione. Un vero peccato, vero? Pensare a un Brunello di Montalcino o a un Barolo buttati via come fossero avariati fa restare sempre un po’ interdetti. Alzi la mano, però, chi ha mai pensato sul serio di “riciclare” quel vino, recuperarlo e introdurlo di nuovo in commercio. Follia. Follia pura. Che, come tutte le follie, ha trovato uno abbastanza folle da metterla in pratica. Peter Bignell è un signore che vive in Tasmania, isola a Sud dell’Australia, che possiede una nota distilleria della zona. Un bel giorno decide che sì: quella enorme quantità di vino che viene sprecata durante le degustazioni va assolutamente recuperata in qualche modo. Raccolti 500 litri di avanzi, assieme ad altri due soci, li ha portati in una distilleria di Sidney e ci ha ricavato il “Kissing a Stranger”. Un distillato con tanto di processo di invecchiamento in botti di legno – così come avviene per il brandy, per intenderci – con tanto di etichetta di due persone che si baciano: uomo e donna, uomo e uomo, donna e donna. A seconda dell’etichetta che vi piace di più. Ma come è potuta mai saltargli in testa un’idea del genere? “Si distilla l’etanolo contenuto nel vino – spiega Bignell – a temperature altissime, che uccidono tutti i germi e i batteri a seguito dell’ebollizione”. Ma non teme che la sola idea di avvicinarsi a un vino “sputato” possa fare ribrezzo a un possibile acquirente? “Tutte le acque delle grandi città passano per migliaia di rubinetti – risponde sicuro Bignell – e il filtro usato è solo un po’ di cloro. La distillazione sterilizza decisamente meglio!” Insomma: Bignell è davvero sicuro del fatto suo. Assicurando, peraltro, che il processo di distillazione porti anche odori gradevolissimi: “Ricordano quelli rilasciati in casa mia quando ero piccolo, quando mia nonna e mia mamma preparavano la marmellata di mirtillo e di mora”. All’idea anti-spreco Bignell associa anche quella umanitaria: i proventi della vendita del distillato andranno, infatti, ad associazioni che aiutano i giovani aborigeni australiani in difficoltà economica. A questo punto la decisone spetta a noi: berremo mai il vino sputato (e distillato) da suadenti sconosciuti pur di non veder sprecato un ottimo Brunello? Si accettano risposte.

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