Una Pasqua diversa tra tradizioni, tecnologia e un Brunello Di Montalcino davvero speciale

Wine&People
di Carla Benvenuto
Una Pasqua diversa tra tradizioni, tecnologia e un Brunello Di Montalcino davvero speciale
Carla Benvenuto

Carla Benvenuto

Del 1988, romana con sangue 100% calabrese. Laureata in Comunicazione e studentessa FISAR. La scrittura e il vino sono le mie due più grandi passioni e non potevo far altro che coniugarle.

Come diceva il detto? “Natale con i tuoi, Pasqua…”. Eh già. Pasqua con chi vuoi. Ma quest’anno, per le ben note ragioni, purtroppo non saremo liberi di trascorrerla con chi vorremmo. Per la prima volta nella storia recente ciascuno di noi si ritroverà a festeggiare una ricorrenza molto importante, sia per il suo solenne significato (per chi è credente), sia per il suo essere ormai una festa radicata nella tradizione popolare, da soli nelle proprie case.

Il momento di gioia, di condivisione, di scambio reciproco di pace tipico della Santa Pasqua, per questo 2020 potrà essere solamente virtuale. Stiamo difatti vedendo come la tecnologia ci stia venendo in aiuto in questi giorni di distacco sociale da familiari, amici, colleghi di lavoro, permettendoci di rimanere connessi e sintonizzati anche a livello visivo, e non solo audio, con tutti. E così ci accingiamo quest’anno a trascorrere una strana Pasqua fisicamente distanti, ma insieme spiritualmente, sentimentalmente e virtualmente.

Il termine Pasqua deriva dal greco pascha, che significa propriamente “passare oltre”, quindi “passaggio”. La tradizione ebraica lega la Pasqua al passaggio, avvenuto grazie a Mosè attraverso il mar Rosso, dalla schiavitù d’Egitto alla liberazione, per i cristiani invece è la festa del passaggio dalla morte alla vita di Gesù Cristo.  Per questo motivo la Pasqua cristiana è detta Pasqua di resurrezione, mentre quella ebraica Pasqua di liberazione.

Questa importante commemorazione, che da sempre è simbolo di rinascita e ripresa, quest’anno si veste anche di speranza. La speranza che si possa uscire presto da questa particolare condizione di isolamento e si possa ritornare (e quindi simbolicamente “rinascere”) alla normalità e alla quotidianità, quella stessa quotidianità che in tempi non sospetti a volte ci è andata stretta, ma che oggi inesorabilmente ci manca più di ogni altra cosa.

Ma come possiamo affrontare la Pasqua pur stando in solitudine? Sicuramente tenendo sempre l’umore alto e non perdendo l’entusiasmo. Bisogna continuare a perseguire oggi più che mai le tradizioni di sempre per cercare di vivere, seppur strana e non semplice, una situazione di pseudo normalità. Non farsi mancare per esempio la colomba, le uova, i dolci della tradizione, provare a cucinare i piatti tipici che abbiamo sempre consumato durante il pranzo pasquale, fare una videochiamata ai nostri cari e condividere con loro il momento ed anche, perché no, stappare un’importante bottiglia di vino.

E quale occasione migliore della Santa Pasqua per stappare, per esempio, lo stupefacente Brunello Di Montalcino DOCG 2015 di Carpineto? Un vino che, oltre ad essere un punto di riferimento nella tradizione vitivinicola Italiana, ha anche da poco ottenuto l’eccezionale risultato di 95 punti da Wine Spectator, la più autorevole rassegna internazionale che si occupa di vino al mondo.

La tenuta di 53 ettari di Carpineto situata a Montalcino è la più alta della zona (500mt dal livello del mare). Esposta leggermente a Nord vanta un aspetto microclimatico unico, tale da donare al Brunello intensi e complessi profumi di frutti di bosco, ciliegia e spezie mediterranee supportati da una bella freschezza, eleganza, struttura e grande longevità.

Sangiovese grosso in purezza, svolge una macerazione in rosso di media durata con controllo della temperatura di fermentazione e maturazione di tre anni in botti di rovere di diversa capacità per poi proseguire l’affinamento in bottiglia in locali a temperatura costante.

Al calice il Brunello Carpineto  si presenta di un rosso rubino intenso tendente al granata. Il ventaglio olfattivo è ampio e complesso: sentori di ciliegia, lampone e prugna si intersecano ai terziari tipici del legno, quali vaniglia, liquirizia e leggere note di cuoio, il tutto perfettamente bilanciato. Il sorso è caldo, morbido, giustamente tannico, perfettamente equilibrato con un’importante struttura ed un’eleganza che lasciano spazio ad una lunga persistenza.

Servito ad una temperatura di 18-20° gradi è consigliata la decantazione. Grande vino che accompagna egregiamente piatti impegnativi o a base di carne, quali ad esempio arrosti, grigliate e la famosissima bistecca alla fiorentina. Ma può essere consumato anche da solo, come vino “da meditazione”.

È per questo che reputo il Brunello di Montalcino Carpineto  perfetto da bere in questo periodo in cui, nonostante tutto, non dobbiamo perderci d’animo ma anzi, dobbiamo cercare di coccolarci un po’ concedendoci ogni tanto dei piccoli momenti di piacere.

Non lasciamo dunque che la situazione difficile che stiamo attraversando ci tolga anche la positività e la voglia di regalarci una, per quanto strana, felice Pasqua. Che questo momento che stiamo vivendo, psicologicamente impegnativo, ci sia di stimolo per quando tutto sarà finito, per apprezzare ancora di più le piccole ma bellissime cose che ciascuno di noi possiede nella propria vita e nella propria normalità. 

Una buona e serena Pasqua a tutti.

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